CUORI CORAGGIOSI
Il secondo cuore coraggioso è quello di Federica.
“Ho un grandissimo problema con le relazioni, credo di avere proprio un trauma. Incontro, per questo motivo credo, solo gente inconcludente, che alla fine mi sta anche bene, ma so esserci un problema alla base e non riesco proprio a venirne a capo.
L'idea di una relazione mi provoca ansia e sensazione di soffocamento, eppure io tra dieci anni mi vedo sposata e con bambini, ma credo che ciò non sia possibile se non supero questo ostacolo. Pensavo passasse col passare del tempo, ma sono 6 anni che non sembrano esserci margini di miglioramento. Ho 36 anni, sono una donna realizzata e indipendente e credo di aver perso totalmente fiducia negli uomini, li trovo infantili, paurosi, prepotenti, impositori di idee, desiderosi di togliermi quel poco di libertà per cui mi sono battuta. Le mie storie finiscono sempre prima del previsto e sono io a interromperle: ad un certo punto arriva quella che io chiamo "consapevolezza", mi si siede accanto e mi sussurra: "che diamine stai facendo? a breve ti ritroverai a piangere lavando i piatti, mentre lui beve e rutta birra sul divano".
Avrei tanto piacere di sapere che ne pensi e dove, secondo te, dovrei andare a scavare. Dove e quando potrebbe essersi inceppato tutto.”
Cara Federica, da ciò che mi scrivi non credo tu abbia un grandissimo problema con le relazioni. Ciò che mi hai descritto traccia abbastanza chiaramente il tuo profilo di personalità. Infatti le tue sensazioni di soffocamento e ansia rappresentano ciò che noi del mestiere chiamiamo organizzazione di personalità di tipo fobico. Niente di preoccupante o patologico, ma è solo il modo che tu negli anni hai costruito per vedere te stessa, gli altri e il mondo.
Fondamentalmente c'è un'oscillazione tra poli opposti: costrizione e libertà. O ci si rifugia in un rapporto costrittivo appunto, in cerca di protezione e rassicurazione; oppure si rinuncia a qualsiasi legame, privilegiando in modo assoluto la sensazione di libertà, ma che spesso finisce per essere sperimentata come profonda solitudine.
Tutto questo, nello specifico delle relazioni, diventa un tentativo di riuscire ad avere contemporaneamente la protezione totale da parte di persone sicure e la libertà che consente di evitare i doveri costrittivi a cui ci si sente continuamente sottoposti. Probabilmente ecco perché, come tu mi hai scritto, ti ingaggi in relazioni in cui gli uomini ti appaiono “prepotenti, impositori di idee, desiderosi di togliermi quel poco di libertà per cui mi sono battuta”.
Diciamo che potrebbe instaurarsi una sorta di circolo vizioso in cui tu sì che vuoi una relazione, ma nemmeno così intima e profonda in quanto avresti timore di perdere la tua libertà e si innescherebbero di conseguenza quelle sensazioni di costrizione e ansia di cui mi parlavi prima.
Quello che mi sento di dirti è di provare ad osservare da vicino queste sensazioni e con l'aiuto di un esperto provare a ricostruire il tuo stile affettivo prima e la tua storia di vita poi, per comprendere in che modo si è strutturata la tua personalità e tentare di spezzare il circolo vizioso che scatta in automatico, che però in questo momento di vita ti fa tanto soffrire.
Mi sento inoltre di rassicurarti: questo modo di vivere te stessa, il mondo e le relazioni è stato la miglior strategia possibile che hai messo in atto per poter crescere in modo compensato ed integrato.
Mi fa però anche molto piacere questa spinta al cambiamento visto che probabilmente ora questa “miglior strategia possibile” non funziona più, ti fa soffrire e vuoi provare a raggiungere un miglior equilibrio per te.
Grazie per l'affetto e la fiducia. Continuate a scrivermi, state con noi e in corno al rinoceronte.
latristezzadelrinoceronte@gmail.com
OGGETTO: Cuori coraggiosi
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